
Di Caterina Sagna
Coreografie Carlotta Sagna e Caterina Sagna
Incontro presentato da Viviane de Muynck
(versione inglese e francese ), o Daniela Bisconti (versione italiana)
Con Alessandro Bernardeschi, Claire Croizé,
Lisa Gunstone, Antonio Montanile, Mauro Paccagnella, Carlotta Sagna,
Caterina Sagna
Drammaturgia Roberto Fratini Serafide
Costumi Tobia Ercolino
Disegno luci Nuccio Marino Regia
luce PhilippeGladieux Regia suono
Carlo Bottos
Produzione esecutiva Nicolò Stabile
Produzione: Associazione Compagnia Caterina Sagna
Coproduzione: Théâtre de la Ville - Paris, la Biennale
di Venezia, Halle aux Grains - Blois (Francia),
Centre National de la Danse-Paris
si ringrazia Needcompany - Bruxelles
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"Perché da noi, diversamente che
da voi, dopo la danza non esistevano parole. Ce n'erano prima, e anche
quelle molto poche, e spese con molta parsimonia. Il demone parlava,
poi cantava, poi danzava. La danza aveva l'ultima parola. Il demone
moriva cosi'. E poi andavamo via, senza tornare, e senza ringraziare.
Percio' ogni volta incontrare il pubblico era come dar battaglia a un
plotone di nemici remissivi ma implacabili. Contro di loro consumavamo
subito le povere munizioni di pietra che si chiamano parole. Si dice
anche da voi, in occidente, "Le parole sono pietre". Il nemico
non cadeva. Dopotutto si danzava per cambiare strategia. Ma non si restava
mai abbastanza per capire se quest'ultimo attacco fosse valso la vittoria"
Iroshi
Okada, "A Est delle parole. Memorie di un attore Nô"
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"Relazione pubblica" è un'operazione in bilico tra
conferenza-spettacolo, prova aperta e dibattito pubblico. La compagnia
Caterina Sagna incontra la gente per la seconda fase del progetto "Amours
de Pierre", mostrando ampi estratti dello spettacolo che "Amours
de pierres" sarà, e trasformandone il destino, secondo lo
svolgimento della serata, in tempo reale. Questo fa di "Relazione
pubblica" un'esperimento senza rete e, a suo modo, una forma inedita
di spettacolo.
Forse.
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Quante volte, di fronte a una creazione di danza o di teatro, lo spettatore
prova l'imbarazzante sensazione di uno scarto tra le intenzioni dell'artista
e l'effettiva performance? Con piglio ironico, Caterina Sagna dedica
Relazione Pubblica a questo scarto. Spettacoli taroccati, complicità
dei media, giudizi fasulli, tonanti luoghi comuni e povertà di
idee sono il bersaglio del nuovo polemico lavoro della coreografa, che
si diverte a prendere in giro una disinvolta maniera di fare spettacolo,
e anche se stessa. In una sorta di conferenza, Sagna finge di
presentare uno spettacolo che non esiste. Tra la caligine dei paroloni,
la svenevolezza dei critici e certi improbabili stati di grazia, Amori
di Pietra, lo spettacolo che non c'è, prenderà corpo.
Chissà che non mantenga anche le sue promesse: fondamentali rivelazioni
sulla danza, sull'eros, sulla religione, sull'uomo, sul mondo.

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